Che avessi una passione per il Giappone mi era noto da tempo. Non avevo però mai affrontato l'universo Manga, un po' per pigrizia, un po' perché mi conosco, e se mi appassiono a qualcosa devo arrivare fino in fondo e conoscerne ogni aspetto. Come direbbe Sarah, per questioni metafisiche io non ho cercato i Manga, però seppur indirettamente questi sono venuti da me. Colpa di MTV. Già, perché per puro caso, mi sono imbattuta in un "anime" (l'immagine è tratta da quell'anime), "Nana", che mi è molto piaciuto. Erano le tre del pomeriggio (ho acceso la tv mentre aspettavo che arrivassero i miei studenti delle ripetizioni estive) e su MTV ritrasmettevano questo anime di 47 puntate. Ne ho viste alcune e poi ho scaricato la serie completa. Che ci volete fare, quando mi appassiono lo sapete, non conosco le mezze misure: o è passione totale, dionisiaca fino all'estremo, o non è, semplicemente. Insomma, niente male. Se ho ben compreso (mi si perdoni, sono una neofita del genere), dovrebbe appartenere ai manga del genere Shojo, poi dovrebbero esservi ulteriori specificazioni che devo ancora capire. In ogni caso, devo approfondire. Prima o poi mi toccherò andare seriamente in Giappone, e se ci riesco, già il prossimo anno potrei averne l'occasione. Vi terrò informati. Comunque, se vi capita e se amate il genere, guardatevelo, questo anime. Se ne conoscete altri, fatemelo sapere. Questo mi è piaciuto parecchio, anche per l'argomento musicale (le sigle iniziali sono bellissime, prima o poi le scarico e ci faccio la suoneria del cellulare). Nel caso sia già finito su MTV (dovrebbero essere alla 35 puntata più o meno), provate su Youtube. Lì si trova tutto. Iniziate con la prima sigla, davvero niente male! Attendo notizie.sabato 9 agosto 2008
Stanza delle nuove passioni
Che avessi una passione per il Giappone mi era noto da tempo. Non avevo però mai affrontato l'universo Manga, un po' per pigrizia, un po' perché mi conosco, e se mi appassiono a qualcosa devo arrivare fino in fondo e conoscerne ogni aspetto. Come direbbe Sarah, per questioni metafisiche io non ho cercato i Manga, però seppur indirettamente questi sono venuti da me. Colpa di MTV. Già, perché per puro caso, mi sono imbattuta in un "anime" (l'immagine è tratta da quell'anime), "Nana", che mi è molto piaciuto. Erano le tre del pomeriggio (ho acceso la tv mentre aspettavo che arrivassero i miei studenti delle ripetizioni estive) e su MTV ritrasmettevano questo anime di 47 puntate. Ne ho viste alcune e poi ho scaricato la serie completa. Che ci volete fare, quando mi appassiono lo sapete, non conosco le mezze misure: o è passione totale, dionisiaca fino all'estremo, o non è, semplicemente. Insomma, niente male. Se ho ben compreso (mi si perdoni, sono una neofita del genere), dovrebbe appartenere ai manga del genere Shojo, poi dovrebbero esservi ulteriori specificazioni che devo ancora capire. In ogni caso, devo approfondire. Prima o poi mi toccherò andare seriamente in Giappone, e se ci riesco, già il prossimo anno potrei averne l'occasione. Vi terrò informati. Comunque, se vi capita e se amate il genere, guardatevelo, questo anime. Se ne conoscete altri, fatemelo sapere. Questo mi è piaciuto parecchio, anche per l'argomento musicale (le sigle iniziali sono bellissime, prima o poi le scarico e ci faccio la suoneria del cellulare). Nel caso sia già finito su MTV (dovrebbero essere alla 35 puntata più o meno), provate su Youtube. Lì si trova tutto. Iniziate con la prima sigla, davvero niente male! Attendo notizie.giovedì 7 agosto 2008
Stanza del lettore onnivoro
Solitamente d'estate mi dedico alla lettura. Specifico: amo leggere, e leggo spesso anche durante l'anno (del resto, vivo rintanata nella biblioteca di Hogwarts, un motivo ci sarà...). D'estate, però, leggo più assiduamente, e di solito quei libri ai quali voglio dedicare più tempo, o che sono più impegnativi o sostanziosi. Insomma, sto per affrontare Musil, L'uomo senza qualità. Uno di quei libri che non sono MAI riuscita a leggere (un altro è l'Ulisse di Joyce. Mi fermo dopo poche pagine. Devo avere qualche idiosincrasia per il flusso di coscienza, visto che neanche la Woolf è una delle mie autrici preferite...misteri del leggere. Prima o poi lancerò l'idea dei Libri che non siamo mai riusciti a leggere, una sorta di hit parade dell'insostenibile...). Insomma, riproviamo con Musil. Ho invece letto con piacere un romanzo dell'anno scorso, che ha avuto molto successo, L'Eleganza del Riccio, di Muriel Barbery (che è un'insegnante di filosofia) che ho trovato scorrevole; mentre mi sono imbattuta ne I Pilastri della Terra di Ken Follett che non mi ha detto proprio nulla. E dire che me lo avevano tanto decantato...Devo anche leggere l'ultimo libro di Alice Sebold, scrittrice americana di noir terribili e duri, con un linguaggio asciutto e tagliente più di un rasoio (La quasi luna). Dell'ultimo di Faletti vi ho già detto (dei racconti niente male, leggetelo se avete amato Stephen King), mi è anche piaciuto La solitudine dei numeri primi, di Giordano, mi sembra che abbia vinto il Premio Strega...Lettore onnivoro, appunto. Non disdegno nulla che abbia una copertina più o meno rigida, indipendentemente dal numero di pagine. Non mi interessa. Passo disinvoltamente dai saggi (in questo periodo sto leggendo vari approfondimenti di Claudio Magris, che adoro) ai romanzi ai noir alla fantasy (già, perché ogni tanto sento il bisogno di tornare di nuovo sulla strada verso Mordor...). Hogwarts, appunto, o la biblioteca di Babele, per citare il mio amato Borges. Quando finisco di leggere un bel libro provo sempre una fitta di dispiacere, perché quelle ore trascorse in sua compagnia mi hanno davvero trasportata altrove; e allora provo a centellinarlo, a leggere meno avidamente, ma poi l'interesse per ciò che sto leggendo mi trascina di nuovo, e ricomincio a divorare pagine. Già, perché quando leggo io sono davvero dentro quel libro, vivo davvero quella storia, quella situazione. La trama rimbalza nella mia testa, mi prefiguro situazioni e sviluppi che devo poi andare a controllare riprendendo il libro in mano non appena io abbia cinque minuti di tempo. Ancora due pagine, ancora quattro pagine...a volte ho letto per ore senza accorgermene, e solo la stanchezza visiva mi ha impedito di andare avanti. All'ennesimo libro acquistato, Fabio, il mio compagno, mi guarda e mi dice: prima o poi dovrai scegliere, o esci tu di casa o escono i tuoi libri (casa nostra è piccola, non abbiamo molto posto...). Però sorride, e quindi continuo a non prenderla sul serio, come minaccia. Poi ogni tanto prende un libro e comincia a leggerlo. Sarà contagioso il virus della lettura? Non lo so. Anche a scuola mi capita di spacciare libri indecorosamente: se un mio studente mi chiede un libro da leggere non resisto, devo almeno prestargliene un paio, è più forte di me...Bene, è ora di cominciare: vediamo cosa succede al minimo barometrico che sull'Atlantico viaggia in direzione della Russia. Poi vi racconto. Di nuovo Musil, quindi.
Si accettano elenchi di libri mai letti nonché consigli e raccomandazioni, sono sempre pronta a raccoglierle quando si tratta di leggere (e solo ed esclusivamente in questo caso!!!)
martedì 29 luglio 2008
Stanza delle fughe estive (2)
Isole Tremiti, dunque. Per me rappresentano la fuga per eccellenza, l'idea archetipa di vacanza. Il mare. In ogni sua dimensione. Sopra l'acqua, possibilmente con una vela e senza motore; in nuotata libera o sotto, che fino a venti metri ci si vede e ci posso pure andare che ho il brevetto. Insomma, la mia idea di libertà: mi accontento di poco...(mah). Sono un posto incantato e selvaggio, stranamente ancora poco turistiche (una Croazia in miniatura, per intenderci), un mare cristallino con tanti pescetti per chi è interessato alla Subacquea (ci sono molti punti di immersione), e dei posti niente male per rilassarsi. Io consiglio il posto dal quale ho fatto le foto, chiosco nella pinetina, splendida vista mare e le amache appese. Lì, sorseggiando il the freddo, dondolandoti al suono delle cicale, osservando il mare, comprendi quanto l'essere umano sia poco tagliato per i ritmi frenetici, per correre, per essere costretto tra mille lacci e lacciuoli inutili e sfiancanti. Riappropriarsi del silenzio (ecco perché vado sott'acqua: senti solo il tuo respiro e niente altro), del lento dondolio dell'acqua e delle amache, degli alberi e del mare. Ecco perché per me le Tremiti sono il prototipo della fuga.giovedì 24 luglio 2008
Stanza dell'ascolto musicale (rigorosamente dal vivo) 2
Altro concerto live, ieri sera. Definirlo concerto è certamente riduttivo. Già, perché ieri sera il pianista Giovanni Allevi e l'orchestra I Virtuosi Italiani ci hanno regalato due ore di "altrove". Emozioni che fluivano liberamente, note leggere ed evocative (pianoforte, archi e fiati) che colpivano dritte il cuore e che ti allontanavano dalla quotidianità, dal consueto. Potere della musica! Dopo due ore Raffaella ed io siamo uscite più contente, col sorriso sulle labbra, leggere, come se avessimo passeggiato davvero tra i boschi in mezzo agli abeti (Trecento anelli), come se avessimo assistito ad una appassionata dichiarazione d'amore (Come sei veramente), in giro insieme ai venti (Aria). Allevi ci ha raccontato, sottovoce con le parole e poi con le note, sensazioni ed emozioni reali che passavano, libere, e fluivano verso di noi. Altrove, lontano, per due ore, per poi tornare sulla terra, verso le nostre case, con spirito rinnovato, con sguardo più entusiasta, con sorrisi più forti. Leggerezza, come insegna Calvino in Lezioni Americane, come abbiamo appreso ieri sera. Lieve come il tocco sui tasti, come il tono di voce sussurrato, laddove invece la quotidianità, la società, sono pesanti, urlate, terribilmente seriose. Ieri sera abbiamo riscoperto il piacere della leggerezza delle note, dei sorrisi, del tempo umano e non tecnologico. Fa bene ricordarlo, ogni tanto.lunedì 21 luglio 2008
Stanza della burocrazia
Ovvero, l'eterno ritorno dell'identico. Sono stata all'Università, stamani. Era davvero molto tempo che non mettevo piede a "Gottinga", per citare un racconto del prof. Iengo. Ho anche per un attimo accarezzato l'ipotesi di andare in segreteria e ritirare la mia pergamena di dottorato, ma poi ho cambiato idea. In realtà, ero partita con le migliori intenzioni: accompagnare per un giro informativo due miei studenti che vogliono immatricolarsi a filosofia. Siamo arrivati e subito ho provato una sensazione strana, come di spaesamento. Siamo entrati e mi è tornata alla mente la cara vecchia metafora della torre d'avorio. Tutto immobile, sospeso nel tempo, l'istante che si ripete eternamente ma non perché "così volli che fosse" ma perché DEVE essere così. Soliti discorsi, solite espressioni. Davvero, io non c'entro, e fatico ormai a pensare che tempo fa, Antonella ed io facessimo davvero parte di quel mondo. Oddio, da outsider, da schegge impazzite, ed è per questo che non siamo mai state davvero "organiche" al sistema. Nulla è cambiato, ed è per loro così rassicurante. Non so se Andrea ed Alessio abbiano captato il mio disagio, l'idea che io avevo era soltanto quella di fare un giro all'Università e di parlare con qualcuno che la vivesse dal di dentro. Tanto poi loro andranno a Roma Tre. Aria migliore, certo, ma sempre torre d'avorio. Avranno 5 anni di tempo per accorgersene e poi decideranno anche loro, come abbiamo deciso tutti; o dentro, con quello che comporta aderire alla proposta di Mangiafuoco (devi diventare un burattino, come sa bene Pinocchio), o fuori, per il mondo, in trincea o altrove. Scelte comunque legittime, nessuno le mette in discussione. Ho preferito ritirarmi in un ristorante con i miei studenti a chiacchierare e poi andar via, spegnendo il cellulare, per evitare telefonate dal passato. No, niente disagio, tranquilli. Solo, non avevo nulla da dire. Che il capitolo fosse chiuso da tempo, del resto, era assodato. Nulla da dire, perché non c'entro più niente con le logiche accademiche: non mi interessa sapere chi stia sgomitando per diventare un ricercatore (e ringraziare a vita il barone di turno), né se uno dei miei cari amici alla fine sia tornato sui propri passi (e quindi all'ovile. All'estero, ma all'ovile). Appunto, scelte individuali e pertanto indiscutibili. Sono felice di essere tornata a casa. Du meine Heimat, Einsamkheit...Detto per inciso, la foto è un vecchio panorama di Heidelberg. Altro mondo, che per un breve periodo della mia vita ho pensato di eleggere a seconda casa, e dove immaginavo di trascorrere un lungo periodo di studi. Chissa come funzionano le Torri d'Avorio in Deutschlandia...
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