Altro concerto live, ieri sera. Definirlo concerto è certamente riduttivo. Già, perché ieri sera il pianista Giovanni Allevi e l'orchestra I Virtuosi Italiani ci hanno regalato due ore di "altrove". Emozioni che fluivano liberamente, note leggere ed evocative (pianoforte, archi e fiati) che colpivano dritte il cuore e che ti allontanavano dalla quotidianità, dal consueto. Potere della musica! Dopo due ore Raffaella ed io siamo uscite più contente, col sorriso sulle labbra, leggere, come se avessimo passeggiato davvero tra i boschi in mezzo agli abeti (Trecento anelli), come se avessimo assistito ad una appassionata dichiarazione d'amore (Come sei veramente), in giro insieme ai venti (Aria). Allevi ci ha raccontato, sottovoce con le parole e poi con le note, sensazioni ed emozioni reali che passavano, libere, e fluivano verso di noi. Altrove, lontano, per due ore, per poi tornare sulla terra, verso le nostre case, con spirito rinnovato, con sguardo più entusiasta, con sorrisi più forti. Leggerezza, come insegna Calvino in Lezioni Americane, come abbiamo appreso ieri sera. Lieve come il tocco sui tasti, come il tono di voce sussurrato, laddove invece la quotidianità, la società, sono pesanti, urlate, terribilmente seriose. Ieri sera abbiamo riscoperto il piacere della leggerezza delle note, dei sorrisi, del tempo umano e non tecnologico. Fa bene ricordarlo, ogni tanto.
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giovedì 24 luglio 2008
Stanza dell'ascolto musicale (rigorosamente dal vivo) 2
Altro concerto live, ieri sera. Definirlo concerto è certamente riduttivo. Già, perché ieri sera il pianista Giovanni Allevi e l'orchestra I Virtuosi Italiani ci hanno regalato due ore di "altrove". Emozioni che fluivano liberamente, note leggere ed evocative (pianoforte, archi e fiati) che colpivano dritte il cuore e che ti allontanavano dalla quotidianità, dal consueto. Potere della musica! Dopo due ore Raffaella ed io siamo uscite più contente, col sorriso sulle labbra, leggere, come se avessimo passeggiato davvero tra i boschi in mezzo agli abeti (Trecento anelli), come se avessimo assistito ad una appassionata dichiarazione d'amore (Come sei veramente), in giro insieme ai venti (Aria). Allevi ci ha raccontato, sottovoce con le parole e poi con le note, sensazioni ed emozioni reali che passavano, libere, e fluivano verso di noi. Altrove, lontano, per due ore, per poi tornare sulla terra, verso le nostre case, con spirito rinnovato, con sguardo più entusiasta, con sorrisi più forti. Leggerezza, come insegna Calvino in Lezioni Americane, come abbiamo appreso ieri sera. Lieve come il tocco sui tasti, come il tono di voce sussurrato, laddove invece la quotidianità, la società, sono pesanti, urlate, terribilmente seriose. Ieri sera abbiamo riscoperto il piacere della leggerezza delle note, dei sorrisi, del tempo umano e non tecnologico. Fa bene ricordarlo, ogni tanto.giovedì 17 luglio 2008
Stanza dell'ascolto musicale (in cuffia)
Oggi mi gira così. Oggi musica "a palla". A seconda dell'umore, della stagione, dei vestiti che indosso, del sogno che ho fatto stanotte (non vi conviene che ve lo racconti...). Oggi non sono di buon umore, anyway. Non so perché, non chiedetemelo ("Questo solo possiamo dirti/ Ciò che NON siamo, ciò che NON vogliamo"). Ieri sera, per puro caso, ho incontrato Enrica e Irene, che non vedevo da anni, e non mi sono stupita nel non vederle affatto cambiate. Eravamo lì, per strada, a chiacchierare fra di noi (c'era anche Pita) e mi sembrava che quindici anni non fossero affatto passati. Possiamo avere nuovi hobbies (Enrica non mi stupisce che tu pratichi il Downhill, è proprio da te!), nuove montature di occhiali (l'età avanza), ma, in fondo, non siamo affatto cambiati. Pita parlava di sindrome di Peter Pan, io penso più sullo stile di "Fedeli alla Linea" (mitico album dei CCCP, per restare in tema). Qualcuno, in una delle mie vite precedenti, mi aveva detto che non ero affatto cambiata, che ero sempre la stessa ("solo il tuo sguardo è cambiato, ci è passata altra vita dentro". Belle parole, Mario). Insomma, conversazioni, informazioni su concerti. Io ascolto ancora di tutto. Enrica è andata a sentire i Sex Pistols a Torino (cosa non si fa per i soldi...). Ci sarei andata anch'io, la loro musica è un momento particolare della mia vita. Questa settimana andrò invece ad ascoltare Stefano Bollani (peggio per voi se non lo conoscete) a Castelbasso, poi nell'ordine, come già scritto, Allevi a Pescara e di nuovo Marcus Miller a Castelbasso. In questo periodo sono di questo umore: musica che eleva lo spirito, che ti porta lontano, che ti solleva portandoti via. Ho bisogno di questo, im dieses Zeit. Lontano dalle visioni e dai sogni. Non disdegno neanche la musica celtica, da Enya in su, atmosfere da LOTR che non mi dispiacciono, per mettere le ali alla fantasia sempre più (m)alata. Adesso sto ascoltando i miei cari, vecchi LZ. Musica d'annata da gustare in solitaria. Pregustando un'estate di buoni ritmi, di accompagnamenti musicali. Imprescindibili, per me. Le sortite da Hogwarts sono ormai riservate per rifugiarmi in un altro mondo dorato e rassicurante: quello della musica, della mia musica. Cosa sarebbe la mia vita senza la colonna sonora dei miei momenti, dei vari istanti? Non so, non riesco ad immaginarla. La festa dei miei diciotto anni, ad esempio, della quale ricordo solo Cult e Cure in loop (non osate commentare i miei trascorsi, possiedo tutta la discografia dei Cure); l'hard rock dello zio Iggy, i Led Zeppelin amati da Andrea. I Jehtro e De André, che mi legano a Roberto. Gli Area mi ricordano Milano. I Pink FLoyd e le mie follie (Wish yoy were here ueber alles), gli Stones, gli Iron Maiden ovvero Germany (come anche i Prodigy ed Eric Clapton). Dona, o la Bandabardò. Il concerto di Manu Chao, le atmosfere della Mannoia (Ah che sarà), la musica del Boss, ruvido e duro, la faccia sporca dell'America, parafrasando Conte. Insomma, per fortuna che ho la musica, in certi momenti, anche se devo ancorta capire se NON cambiare sia un bene o un male. Ti ritrovi a volte a fare, a pensare cose che non dovresti aver fatto o pensato, ti ritrovi sempre e soltanto dentro il ghetto, conscio del fatto che NON vuoi uscirne, perché là fuori, semplicemente, il mondo non ti interessa. Dentro il mio ghetto sono in compagnia dei miei libri (Hogwarts, appunto) e della mia musica, soprattutto. Certo, circolano ancora troppe visioni, sogni e ideali. A volte, come in questo periodo, occorrerebbe volare basso. Davvero, però, come scrive mein lieber Fritz, ich kann nicht lange still sitzen. Non ce la faccio a stare ferma, è più forte di me. Almeno mi muovo a ritmo di musica. lunedì 14 luglio 2008
Stanza dell'ascolto musicale (rigorosamente dal vivo)
Quest'anno ho deciso di concedermi qualche ora di ascolto di buona musica rigorosamente dal vivo. Ho quindi cominciato ieri sera, in quel di Colonnella, Piazza del Popolo (se capitate dalle parti dell'Abruzzo teramano andateci a Colonnella, il centro storico, piccolino, merita una visita, come anche le aziende vitivinicole della zona. Io consiglio il trebbiano -uva passerina o Passera delle Vigne- di Lepore). Dunque, gli Avion Travel ieri sera. Ottima musica, ottimi performer. La musica dal vivo possiede quell'immenso potere di riconciliarti col mondo, di farti dimenticare il quotidiano e di portarti altrove, proprio come i miei adoratissimi libri. Vale la pena uscire da Hogwarts per assistere ad un concerto. Anche per questo adoro la musica, di vari e disparati generi. E poi ieri sera, oltre alla musica, abbiamo goduto della loro leggerezza e della loro ironia, il che non guasta. Gli Avion Travel li conosco da parecchi anni, li ho visti una prima volta dal vivo a teatro in uno spettacolo di teatro canzone insieme a Fabrizio Bentivoglio (stiamo parlando del 1996 più o meno), e ho sempre seguito la loro musica. Quest'anno il tour parte dalle canzoni del loro ultimo disco, nel quale rivisitano alcuni brani di Paolo Conte. Ascoltatevi, se vi capita, "Un vecchio errore". Io la adoro, come anche "Elisir", con il contributo di Gianna Nannini. Che volete farci, sono una nostalgica della buona musica. Vi anticipo già il prossimo concerto che andrò a sentire: Giovanni Allevi a Pescara. Preparatevi, dunque, quest'estate vi tedierò con le mie pseudorecensioni....
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